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Fallimento provvedimenti contro aggressioni cani. FederFauna propone assicurazione preventiva. - Un bambino a Trento, un altro a Palermo, un uomo e una bambina a Sorrento, un altro bambino a Bergamo, sono solo le ultimissime vittime di aggressioni da parte di cani sia randagi che di proprieta', che dichiarano il fallimento della politica animalista della Martini e dell'Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani del 3 marzo 2009. L'ordinanza sanciva che "come confermato dalla letteratura scientifica di medicina veterinaria, non e' possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressivita' di un cane sulla base dell'appartenenza ad una razza o ai suoi incroci", fatto per altro vero, ma anche l'idea che i cani impegnativi siano quelli che hanno gia' dato segno di aggressivita' e che se lo hanno fatto, che la responsabilita' sia dei padroni che non hanno saputo educarli, e questo e' un principio prettamente animalista che dimostra ogni giorno i suoi limiti. Un allevatore cinofilo sa che un chihuahua spesso manifesta un carattere tale da sembrare potenzialmente piu' aggressivo di un Sanbernardo, ma non serve una laurea in zootecnia o veterinaria per capire che l'eventuale morso da parte dell'uno o dell'altro dei due, avrebbe effetti decisamente diversi. FederFauna che tutela sia gli allevatori che i commercianti che i detentori di tutti gli animali e quindi anche dei cani, ha sempre criticato il provvedimento (anche per altri motivi), ma e' contraria anche a disegni di legge che prevedano il divieto di allevamento, produzione, importazione, vendita e acquisto di razze canine considerate come pericolose o l'obbligo per chi le possiede di sterilizzare l'animale o di chiedere autorizzazione per la sua detenzione alla questura: sarebbe lesivo, oltre che degli animali, anche delle liberta' dei cittadini. FederFauna ritiene che se stipulare una polizza di assicurazione di responsabilita' civile per danni contro terzi causati dal proprio cane, per un cane che i danni contro terzi li ha gia' causati sia totalmente privo di senso, potrebbe invece essere intelligente prevederne una preventiva. Naturalmente l'eventuale obbligo, a premio calmierato, non dovrebbe scattare in base alla razza, a volte di difficile riconoscimento da parte di alcuni organi di controllo e discriminante verso i meticci degli animalisti, ma in base al peso dell'animale, oggettivamente determinabile da chiunque. Gia' da piu' di un anno FederFauna ha predisposto una specifica forma di tesseramento che include una polizza RC del cane per far fronte alle esigenze di sicurezza dei singoli detentori. Sulla base di numeri certi, FederFauna potrebbe discutere con le compagnie assicurative che forniscono le polizze, la possibilita' di mettere in copertura anche "i cani del Sindaco".
_________________ Renato Fongaro http://www.fongaros.it
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