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Mi sono informato su quanto riporta la letteratura scientifica in merito alla sterilizzazione, il che contrasta con alcuni punti pubblicati nello scritto del dottor Buzzanca..
Per quanto riguarda il timore dell’istaurarsi di patologie uterine a lungo termine, in caso di rimozione delle sole ovaie, bisogna specificare che la comune endometrite e la piometra vengono indotte da ormoni, i quali non saranno più prodotti nelle cagne senza ovaie. Il rischio di neoplasie nel tessuto uterino non asportato si aggira, secondo pubblicazioni scientifiche, intorno al 0,03% e può essere così tralasciato quale rischio serio. Inoltre il 90% delle neoplasie risulta benigno e non rappresenta un problema per l’animale. Studi a lungo termine riguardo la salute dell’apparato uro-genitale non hanno dimostrato alcuna differenza significativa tra cagne con o senza utero dopo la sterilizzazione.
Dato molto importante a favore della sterilizzazione del cane femmina, è il rischio relativo all’insorgenza di tumori mammari che viene decisamente ridotto in seguito a ovariectomia. Il rischio di tumore mammario si riduce addirittura ad un 0,5% se la sterilizzazione viene effettuata PRIMA del primo calore e all’8% se la sterilizzazione viene effettuata prima del secondo calore. Nel caso della sterilizzazione di cagne oltre 2,5 anni di età invece, non viene più riscontrato alcune beneficio per la riduzione del rischio della formazione dei tumori mammari.
Un altro punto da conoscere è l’influenza dell’intervento sulla funzione urinaria delle cagne dopo la sterilizzazione, la quale si esprime in certi casi come incontinenza urinaria. Se questo effetto collaterale si evidenzia o meno dipende comunque anche da altri fattori come la razza, il peso corporeo, la posizione della vescica all’interno dell’addome, nonché da fattori ormonali. La sterilizzazione della cagna comporta un rischio di comparsa di incontinenza urinaria compreso tra il 5% e il 20% durante il corso della vita del cane. Ciò significa che l’incontinenza può manifestarsi anche a distanza di anni dall’intervento, o, come succede nella maggior parte dei casi, non manifestarsi affatto. Nell’ambito della valutazione del rischio di comparsa di incontinenza urinaria a seguito di intervento di sterilizzazione, sembra essere utile la valutazione ecografica della posizione della vescia prima dell’intervento, in quanto fino a 86% delle cagne con vescica pelvica (posizionata troppo “indietro”), sviluppa poi incontinenza urinaria. Un esame radiografico ed ecografico preventivo permettono una valutazione adeguata della posizione della vescica. In casi a rischio, si consiglia di eseguire contemporaneamente all’intervento di sterilizzazione, anche l’intervento preventivo di colposospensione
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